Riassunto BS per punti — CLI, catene di script, Perplexity e abbonamenti
checkpointnuova2026-08-31titolo: "Riassunto BS per punti — CLI, catene di script, Perplexity e abbonamenti"
data: 2026-08-31
autore: Romeo
tipo: checkpoint
fonte: sessione #romeo-brainstorm del 31/08/2026, ore 11:01-12:16
stato: nuova — 1 domanda aperta a Ettore, 1 brief già inviato a Romeo BUILD
Riassunto BS per punti — 31 agosto 2026
Di cosa si è parlato. Da "posso usare Perplexity a comando?" si è arrivati a capire come si
contattano le API da uno script, come OpenClaw e Hermes usano la CLI di Claude, come si costruisce
una catena di lavoro locale sul PC, e perché l'abbonamento Perplexity non si può usare come si usa
quello di Claude. Ogni punto qui sotto è verificato sul computer o su fonte ufficiale, non a memoria.
1. Perplexity non è chiamabile a comando dentro OpenClaw
- Il tool
web_searchusa un solo motore alla volta; il motore attivo è Brave. - Il plugin Perplexity dichiara solo un motore di ricerca, nessun tool proprio: o sostituisce Brave ovunque, o resta dormiente. Non esiste una via di mezzo per singola domanda.
- Tavily invece sì, ha tool propri (
tavily_search,tavily_extract) e funziona a prescindere dal motore selezionato. Se serve una ricerca con estrazione del testo delle pagine, è già pronta. - La chiave Perplexity esiste ed è in cassaforte (
/plugins/perplexity/SapiKey).
2. Come funziona uno script che contatta un'API — le quattro parti
Un'API è lo sportello di un servizio per i programmi: stesso motore del sito, ma risponde con dati
puliti invece che con una pagina. Ogni chiamata ha sempre le stesse quattro parti:
- l'indirizzo — a chi parlo;
- la chiave — chi sono io (ed è anche ciò che il servizio usa per addebitare);
- la domanda — un pacchetto JSON: modello, testo, opzioni;
- la risposta — anch'essa JSON, già smontata in campi.
Due regole di casa: la chiave non sta mai dentro lo script (si legge dalla cassaforte o
dall'ambiente, così non finisce in git né nei log), e lo script dice in testa perché esiste —
il modello è scripts\limiti.mjs.
3. La CLI di Claude — è il punto che cambia tutto
claude.exenon è un'API: è un programma installato sul PC che ha già dentro il login dell'abbonamento. Si lancia conclaude -p "domanda": risponde e chiude, senza aprire la sessione interattiva.- Aggiungendo
--output-format jsontorna anche costo e durata della chiamata: è il dato che serve per accorgersi se una catena sta mangiando la finestra 5 ore. - Non c'è chiave a consumo: paga l'abbonamento. Il costo è la finestra 5 ore, già pagata.
- L'uso non interattivo è una funzione documentata del prodotto: stiamo usando una porta aperta da Anthropic, non un aggiramento.
4. Come OpenClaw e Hermes si collegano — due strade diverse
- OpenClaw usa la CLI. Non parla mai con
api.anthropic.com: prepara il turno e lancia il programma `claude` sul computer. In configurazione èagents.defaults.cliBackends.claude-cli.command, che da noi punta ascripts\claude-cli-auth.cmd. Quel file esiste perché OpenClaw lanciaclaudecon l'ambiente ripulito e non gli passa credenziali: rilegge il token dalle impostazioni utente di Windows. Quando gli agenti ammutoliscono, il guasto è quasi sempre quel login scaduto, non una chiave. - Hermes NON usa la CLI. Ha una cassetta credenziali sua (
AppData\Local\hermes\auth.json) con token OAuth ottenuti da un login proprio, e parla direttamente conhttps://api.anthropic.com. Conseguenza operativa: consuma la stessa finestra 5 ore degli agenti OpenClaw — è un quinto commensale allo stesso tavolo — e il suo token scade per conto suo.
5. Automazione locale senza API — tre livelli
a) Senza AI del tutto — script + Utilità di pianificazione di Windows. Costo zero, nessuna chiave.
Copre la gran parte del lavoro ripetitivo: ordinare file, rinominare, copie di sicurezza, controlli.
b) AI sull'abbonamento — claude -p "..." dentro lo script. L'intelligenza c'è, la spesa a
consumo no. È la strada consigliata. Unico accorgimento: metterla in orari in cui gli agenti non
stanno lavorando, perché attinge alla stessa finestra 5 ore.
c) Modello locale (Ollama, LM Studio) — nessun costo e nessuna connessione, ma la scheda video non
è utilizzabile: girerebbe sul processore, lento e con modelli molto più deboli. Va bene per compiti
meccanici (classificare, riassumere), non per ragionare.
6. Catene di lavoro locali — si possono fare, i pezzi ci sono già
Verificato sul PC: `claude.exe`, `whisper.exe` e `ffmpeg` rispondono tutti. La catena
dettatura → trascrizione → richiesta formulata → prompt → risposta → sintesi è costruibile oggi
senza installare nulla. Il principio: ogni anello è un programma che prende un testo e ne restituisce
un altro; lo script li mette in fila.
Quattro limiti da progettare prima di costruirci sopra:
- La finestra 5 ore è una sola. Ogni chiamata da un'app pesca dallo stesso serbatoio degli agenti: serve un tetto e un comportamento definito quando il serbatoio è basso.
- Non è istantaneo. Ogni
claude -pavvia un processo intero: secondi, non millisecondi, e una catena li somma. Nell'app ci vuole un'attesa dichiarata, non un pulsante che sembra rotto. - La risposta arriva in prosa, non in campi. Se un anello deve passare dati al successivo, gli si impone un formato e si verifica che l'abbia rispettato, con un piano B.
- Se il login della CLI scade, la catena muore in silenzio. L'app deve saperlo dire.
Regola di metodo che vale più delle quattro sopra: ogni anello salva il suo risultato intermedio
su file e deve poter essere lanciato da solo. Quando la catena si rompe, si vede quale anello.
7. n8n — si può collegare, con una trappola
- Ci sono due n8n: quello Cloud e uno locale in Docker sulla porta 5678, acceso. Per questo lavoro serve quello locale: n8n Cloud non raggiunge il PC di casa se non lo si espone apposta.
- La trappola: n8n locale gira in un container, quindi il nodo "Execute Command" esegue dentro la scatola, dove
claude.exenon esiste. Non basta puntargli il comando: serve un ponte. - Due ponti possibili: (a) il webhook del gateway OpenClaw, già attivo e protetto da token — è lo stesso meccanismo del bottone "Avvia task" di CATPIT; (b) uno sportello locale dedicato, più diretto e prevedibile, in cambio di una porta in più da tenere chiusa verso l'esterno.
- Dal container l'indirizzo del PC non è `localhost` ma `host.docker.internal`.
- Ordine di lavoro deciso: prima lo script che gira da solo, poi l'orchestratore. Se si mette n8n davanti a un anello non collaudato, quando si rompe non si sa di chi è la colpa.
8. Lo "sportello CLI" — cos'è e cosa lo rende affidabile
Un programma sempre acceso che sta in ascolto su una porta: riceve la domanda, lancia claude,
aspetta, restituisce la risposta. Cinque requisiti che separano il prototipo da qualcosa che regge:
- tempi lunghi su entrambi i lati — n8n si arrende in pochi secondi,
claudepuò metterci un minuto: senza questo n8n dichiara fallito un lavoro che sta riuscendo; - parola d'ordine nell'intestazione — altrimenti chiunque sul PC fa girare la CLI a spese nostre;
- una fila — cinque richieste insieme sono cinque processi che prosciugano la finestra 5 ore;
- ascolto solo su `127.0.0.1` — raggiungibile dal computer, mai da internet;
- risposta sempre nella stessa forma (
ok,risposta,durata,errore) anche quando fallisce, così il ramo di errore di n8n funziona invece di ricevere una pagina vuota.
9. Perplexity ha una CLI ufficiale, ma non ci serve
- `pplx` esiste davvero: rilasciata il 30 luglio 2026 (
perplexityai/perplexity-cliv0.2.3), binario unico, output JSON, pensata per gli agenti di codice. - Si autentica con la chiave API, non con l'abbonamento: nessun risparmio rispetto allo script.
- Non esiste il binario Windows — la release pubblica solo macOS ARM e Linux, e su questo PC non c'è una distribuzione WSL utilizzabile (solo la VM interna di Docker Desktop). Girerebbe solo in un container.
- Utile comunque guardarne la documentazione: allineare la forma delle nostre chiamate a quella ufficiale ci fa risparmiare lavoro se un domani passiamo al binario.
10. Comet: nessuna porta ufficiale
Non esiste un modo pubblico e documentato per pilotare Comet da un programma esterno. L'unica
descrizione del suo funzionamento interno viene da un'analisi di reverse engineering fatta da terzi
(febbraio 2026), cioè materiale non documentato che può cambiare senza preavviso. Comet è progettato
per essere usato dalla persona, non per essere comandato dai suoi agenti.
11. L'abbonamento Perplexity non si può usare come quello di Claude
Ufficialmente no, e non è un limite tecnico ma una scelta di listino:
- Anthropic vende Claude Code come parte dell'abbonamento e l'uso non interattivo è documentato.
- Perplexity vende l'abbonamento come prodotto per persone e l'accesso programmatico come prodotto separato. Un'analisi pubblica di aprile 2026 lo dice esplicitamente: gli abbonati Pro non hanno oggi alcun modo ufficiale di usare l'abbonamento da programma.
Esiste un giro non ufficiale (un progetto che riusa il token di sessione del browser e dichiara di
supportare anche OpenClaw). Raccomandazione: no, per quattro motivi concreti — quel token dà
accesso all'account intero, non alle sole ricerche; è contro i termini, quindi il rischio non è una
multa ma la chiusura dell'account pagato; si appoggia a un meccanismo interno non documentato,
quindi dentro una catena diventa l'anello che si guasta in silenzio; e uno dei progetti trovati include
un "generatore di account", che dice per cosa è pensato.
Obiezione legittima di Ettore, registrata: un abbonamento pagato e non consumato è denaro sprecato.
Vera. La distinzione è che quelle ricerche sono incluse dentro il loro prodotto, e il valore che
serve a noi è portarle fuori — cioè esattamente ciò che vendono a parte.
12. La lezione trasversale
"CLI" non significa "gira sull'abbonamento". Claude Code è l'eccezione, non la regola: lì la CLI
è il ponte verso l'abbonamento. pplx è solo un guscio attorno all'API a pagamento. Stessa parola,
modello di spesa opposto. Quando si valuta uno strumento, la domanda giusta non è "ha una CLI?" ma
"con cosa si autentica?".
Decisioni prese
- Script Perplexity a comando: si fa. Brief inviato a Romeo BUILD: script
perplexity.mjscon archiviazione di ogni ricerca inmateriale condiviso\Ricerche\nella convenzione già in uso (AAAA-MM-GG__nome-parlante.md, frontmatter, domanda/risposta/fonti/costo). - Aggiornamento allo stesso brief: si costruisce sulla Search API, non su Sonar — Sonar Chat Completions viene ritirato il 27 settembre 2026. La Search API restituisce risultati grezzi con
url,title,snippet, data e un campotrustsull'affidabilità della fonte: più adatta all'archivio ordinato, non in scadenza, più economica. - Niente scorciatoie sull'abbonamento Perplexity. Si resta sulla chiave API.
- Primo esperimento di catena: piccolo e vero. Si costruisce l'anello che funziona da solo prima di metterci davanti n8n o un pulsante nell'app.
Cosa resta aperto
- ~~Ettore ha un abbonamento Perplexity, e di che tipo?~~ — CHIUSA il 31/08. Ettore ha un abbonamento, ma non dà crediti API. Le fonti che parlavano di 5 $/mese inclusi sono quindi superate: la Search API si paga interamente a parte. Nessun impatto sul brief di Romeo BUILD. Verificato sull'account, come previsto — non online.
- ~~Domanda-prompt da porre a Perplexity stessa.~~ — CHIUSA il 31/08, con un seguito aperto. Perplexity ha risposto e conferma il no: nessuna via ufficiale per usare l'abbonamento da programma,
pplx auth loginsalva solo una chiave API, i crediti Pro/Max non sono spendibili da script, Comet non espone API pubblica né MCP ufficiale. Risposta archiviata e commentata inmateriale condiviso\Ricerche\2026-08-31__perplexity-usare-abbonamento-via-comet.md. Il seguito: propone un metodo legittimo — «Research Cockpit» human-in-the-loop: gli agenti preparano il prompt, Ettore lo lancia a mano in Comet, il sistema archivia e struttura il risultato. Nessun aggiramento, quindi non ricade nella raccomandazione negativa del punto 11. Raccomandazione di Romeo: sì al metodo, no all'applicazione dedicata che il documento chiede — coda, prompt e archivio esistono già fra CATPIT e la cartellaRicerche\. Verifica da fare prima di qualunque costruzione: il testo copiato da Comet conserva i link alle fonti? Se no, metà del valore sparisce.
AGGIORNAMENTO delle 14:23 — decisione di Ettore. Il requisito non è più il solo cockpit
manuale: l'app deve avere due modalità, la seconda delle quali è un **«Comet Automation
Bridge»** che pilota il browser locale (Chrome DevTools Protocol / Playwright) per inserire il
prompt, avviare la ricerca e raccogliere risposta e fonti. Va tenuta come **modulo sperimentale
separato** (parole di Ettore). Posizione registrata di Romeo: è tecnicamente diverso dal riuso del
token sconsigliato al punto 11 — qui il browser e la sessione sono veri — ma **non è conforme ai
Termini**, e lo scrive Perplexity stessa nel documento; il rischio ricade sull'account principale e
non è mitigabile tecnicamente. Ettore è informato e procede. Tre condizioni operative chieste da
Romeo: il ponte si rompe rumorosamente (mai un risultato vuoto archiviato come riuscito), tutto
ciò che dipende dall'aspetto di Comet sta in un file solo, e ci sono **tetto giornaliero e
interruttore**. Dettaglio in Ricerche\2026-08-31__perplexity-usare-abbonamento-via-comet.md.
- App di risposta tramite CLI: prompt di delega ad Archimede BUILD (consegnato il 31/08).